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    <title>Il blog di Tree Climbing Circeo</title>
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      <title>Il blog di Tree Climbing Circeo</title>
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      <title>Il dolce riposo dell'inverno</title>
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           This is a subtitle for your new post
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            Cosa fanno le piante in inverno? Semplice: si riposano! Stanno lì, buone buone, ad attendere che temperature più miti e giornate più lunghe arrivino per permettergli di riprendere la loro piena attività. Perché in realtà non si ferma mai del tutto la loro attività. Ricordiamocelo di tanto in tanto: le piante sono VIVE. E quindi dobbiamo far attenzione a praticare i nostri interventi di potatura, concimazioni, lavorazione dei terreni sottostanti le chiome. Come spesso ripeto, basterebbe osservare con più attenzione per comprendere il ciclo della natura. Le piante a foglia caduca in autunno perdono le foglie… e perché? Per lasciare meno parti esposte al gelo, ai venti, alla neve. Tutto questo potrebbe creare danni seri: rottura di rami, congelamento della linfa all’interno delle foglie, ribaltamento. Un vero spreco! Allora alcune piante hanno imparato a immagazzinare i nutrienti all’interno delle parti legnose, lasciando cadere le foglie. Così il fogliame, che spesso noi eliminiamo, proteggerà le radici dal gelo e darà continuità ai cicli dell’azoto e del carbonio. In altre parole, continueranno a dare nutrimento agli esseri vegetali. E dalla primavera ci sarà sostanza organica pronta per essere assimilata e trasformata in nuove bellissime gemme. E le sempreverdi allora? Beh, loro fanno la stessa cosa, avendo imparato a modificare le foglie, mantenendole sempre su e sostituendole gradualmente e in maniera continuativa. Ognuna segue la sua strada, ma tutte hanno lo stesso traguardo: risplendere in primavera. Invece di arrabattarci nel trovare qualcosa da fare nel nostro giardino, anche quando non ce n’è bisogno, godiamoci l’impalcatura di una pianta anche se spoglia, che ospita uccellini in sosta, che fa filtrare i raggi di sole tiepidi, che ci fa godere dell’attesa di una nuova primavera.
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  &lt;p&gt;&#xD;
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           Impariamo dalla natura, riposiamoci quando è il momento, rispettiamo la nostra essenza, ognuno a suo modo. Tutti potremo così splendere di bellezza naturale. 
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      <pubDate>Sat, 01 Mar 2025 13:28:03 GMT</pubDate>
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      <title>Autunno: quanto sporca</title>
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           L'autunno e le foglie che cadono
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  &lt;p&gt;&#xD;
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            Quante volte ascolto questo pensiero. Espresso ad alta voce, o tra le righe di discorsi fatti, da clienti che si lamentano dei propri giardini sporchi per le foglie dell’olmo del vicino. Per non parlare delle foglie dei platani che ostruiscono i chiusini delle strade di città. Ma ci pensiamo mai alla parola “sporcano”? Fossimo attenti a usare i giusti termini, come magari lo siamo ognuno nel proprio lavoro, potremmo dire piuttosto che “le foglie del vicino coprono il mio prato e lo fanno rovinare”, oppure potremmo dire al bar che “in città dovrebbero fare un intervento in più in autunno per raccogliere le foglie” piuttosto di “queste piante sporcano e otturano le caditoie”. L’autunno è uno delle stagioni più interessanti: le giornate rallentano, si accorciano, le temperature tornano gradevoli, meno asfissianti; gli alberi ci regalano colori sgargianti in un periodo magari cupo per le piogge. Non è un invito a fare della propria vita una poesia (anche se non sarebbe male), piuttosto a osservare le piante per quello che sono. Esseri viventi che, alcune, durante l’autunno perdono le foglie perché geneticamente così. Se il nostro vicino ha una pianta di tiglio, ciliegio, melo, olmo, carpino o acero, e c’è da prima che arrivassimo noi, potrebbe essere una considerazione da fare quella di contemplare il nostro giardino composto “anche” di quella pianta. Magari in estate ci scherma il sole e ci dona frescura. Ci dona privacy, frutti, suoni di uccelli, ossigeno. Nell’oggettività di osservare quello che può arrecare di fastidioso, dovremmo avere l’onesta di pesare anche quello che di gradevole ci offre. Quando in autunno le foglie invadono le vie delle nostre città pensiamolo come un fatto naturale e inevitabile in presenza di alberature, e consideriamo la mancanza di servizio di pulizia come un fattore modificabile. Sporco è un marciapiede di asfalto, di cicche e di cacche. Un tappeto di foglie al massimo è… disordine, in ambienti a volte troppo ordinati a nostro piacere.
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      <pubDate>Tue, 24 Dec 2024 14:15:15 GMT</pubDate>
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      <title>Arboricoltura? Parliamone!</title>
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           Presentazione del blog
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  &lt;p&gt;&#xD;
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           Arboricoltura? Parliamone. Oltre a lavorare con le piante (si, lavoro insieme alle piante, e non solo) vorrei condividere riflessioni, pensieri, notizie di attualità che riguardano il mondo delle piante e del verde. Ad ogni albero che cade sferzato da un forte vento, oppure ad ogni abbattimento effettuato per mano dell’uomo, c’è qualcuno pronto a dire la propria opinione. Spesso senza competenze in merito. Anzi, molte volte queste opinioni hanno molta risonanza. Certamente, nei bar del paese o nei bar social. Ma comunque se ne parla, e si inserisce oggi, domani e dopodomani nei pensieri di tutti noi. Facendoci credere alla fine delle chiacchiere che “quel albero andava abbattuto prima”, “non potete tagliare quel pino di più di cent’anni!”, “l’edera va estirpata perché parassita.”. Ah ah ah! Simpatica questa dell’edera… Magari vi parlerò anche dell’edera visto è tanto demonizzata. E vi parlerò anche di pini, che pini non sono (questa poi!?). Insomma, vorrei condividere quello che vivo durante il mio lavoro, durante le escursioni, ascoltando un servizio al tg. Perché lo faccio? Perché se c’è chi lascia vagare pensieri come quelli sopra riportati, allora voglio lasciare in giro anche un pensiero che parla di “quella pianta centenaria poteva essere salvata, si, a condizione qualcuno se ne fosse fatto carico economicamente”, oppure “Signora, l’edera non è parassita. Non mangia niente dal tronco della pianta su cui è aggrappata!”. Signore, e signori, se avrete piacere ci ritroveremo presto in questo spazio. Nel frattempo godete di tutto il verde possibile!
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      <pubDate>Tue, 24 Dec 2024 14:15:13 GMT</pubDate>
      <author>1689379 (DENIS CARNELLO)</author>
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